Nuova veste per il sito della TV del Parlamento Europeo

Restyling per il sito internet della Tv del Parlamento Europeo, nuova veste grafica, nuova impaginazione. Le informazioni sono tutte concentrate nella parte alta e centrale dello schermo, in modo da catturare l’attenzione del lettore.

Personalmente non la trovo molto bella, si ha l’impressione che ai margini ci sia un gran vuoto e bisogna sforzarsi un secondo per vedere che in realtà c’è di più.

Foto giuste e foto sbagliate

Ci sono foto giuste e foto sbagliate, foto che spiegano bene ciò che si esprime nell’articolo e foto che invece sono chiari refusi, che nulla hanno a che fare con il contesto.

Un buon esempio del primo caso è la bella immagine che fa da corollario all’articolo di EUObserver sulle voci di possibili accuse nei confronti dei commissari dei paesi più piccoli, troppo interessati alla difesa degli interessi nazionali.

Esempio del secondo caso la foto che Radio Vaticano ha scelto per l’articolo sull’obiezione di coscienza per i medici in caso di aborto. Il dibattito si sta svolgendo al Consiglio d’Europa e non a livello di isitituzioni UE, quindi cosa c’entrano Barroso e Van Rompuy?

Come un’epifania

Per festeggiare il ventennale della riunificazione della Germania, Jacques Delors terrà, dopo 15 anni, un discorso davanti al Parlamento Europeo.

Sarà come un’epifania.

I 9 nominati per il Premio Sakharov 2010

Come ogni anno il Parlamento europeo ha cominciato il processo di selezione delle candidature per il premio Sakharov 2010, ovvero il riconoscimento che l’assise conferisce il 10 dicembre di ogni anno a coloro (siano essi soggetti individuali che organizzazioni) che si sono contraddistinti nella battagli aper la difesa dei diritti umani e delle libertà individuali.

In questa prima fase il Parlamento era chiamato ad esprire una rosa di candidati tra i quali il Collegio dei Presidenti dovrà scegliere dapprima i 3 finalisti e poi il vincitore.

I 9 candidati sono:

Haythan Al-Maleh, avvocato siriano da sempre in prima linea per la difesa dei diritti umani nel suo paese e per questo più volte incarcerato dal governo di Damasco.

Breaking the Silence, una ONG israeliana impegnata nel reinserimento dei reduci israelini nella vita civile.

Guillermo Fariñas, dissidente politico cubano famoso per i due scioperi della fame (l’ultimo conclusosi recentemente) contro il regime castrista.

Aminatou Haidar, celebre leader della lotta in difesa del popolo Saharawi.

Davit Isaak, incarcerato nelle prigioni eritree dal 2001 senza un processo a causa della sua attività di giornalista indipendente e alla sua partecipazione nel gruppo dei G-15.

Birtnkan Miderksa, leader dell’opposizione democratica etiope più volte incarcerata per questa sua attività. È stata scarcerata oggi.

Father Thadeus Nguyën Van Ly, prete cattolico vietnamita ed esponente dei gruppi democratici del suo paese. Arrestato per 15 anni è dal 1983 uno degli uomini simbolo di Amnesty International.

Open Doors, associazione cattolica volta all’aiuto e alla difesa dei credenti in quei paesi dove questo è reato.

A vincere il premio l’anno scorso fu Memorial, la ONG russa che lotta per la difesa dei diritti umani nei territori dell’ex URSS.

Per chi avesse curiosità questo è il sito internet del Premio.

La Ryder Cup ovvero il primo avvenimento sportivo europeo

Spesso, quando si discute della scarsa notorietà che l’Unione Europea registra nell’opinione pubblica, mi piace intervenire proponendo che la UE dovrebbe fare di più per veicolare il proprio marchio sfruttando gli avvenimenti sportivi.

L’ultima edizione della Ryder Cup non ha fatto altro che aumentare le mie convinzioni. Come si chiama il team europeo? Europa. Che bandiera c’era accanto a quella statunitense? La bandiera blu con le dodici stelle. Che logo compariva sulle maglie e le tute dei golfisti europei? Le dodici stelle. Durante i festeggiamenti quale era la bandiera più sventolata, al punto di sembrare quasi di essere a Palazzo Berlaymont? Quella dell’Unione Europe.

In pratica un evento sportivo tra i più seguiti nei mercati televisi inglese ed statunitense, ha veicolato gratuitamente un messaggio politico europeo senza che nessuno muovesse un dito. E allora perchè non metterci un capello politico sopra? Perchè non inviare un commissario alla premiazione? Perchè non ricevere i golfisti vincitori al Parlamento o alla Commissione per congratularsi di una vittoria che “rappresenta un successo sportivo che accumuna tutti gli abitanti dell’Unione e che rappresenta la prova chiara delle alte vette che può raggiungere la capacita europea di unirsi nella sua diversità” (testo mio, ecco che c’è anche la dichiarazione da leggere).

Certo alcune cose vengono fatte, la Champions League di calcio viene per esempio viene utilizziata per veicolare campagne sulla salute dei cittadini approffittando della sua vasta audience.

Però si potrebbe fare di più. Perchè per esempio i leader europei non partecipano o non cercano di mettere la bandiera europea su quegli eventi sportivi totalmente europei (quindi Olimpiadi e Mondiali esclusi)? Perchè per esempio per la finale degli Europei di calcio (giusto per prendere un evento noto a tutti) non può comparire anche Barroso?

Certo si potrà obiettare che, specialmente nel caso della UEFA i due concetti di Europa non coincidono (qualcuno ha detto Turchia e Israele), però si tratta di un evento europeo al 100% sfruttato per fini di notarietà politica da cani e porci, tranne che dai rappresentanti delle istituzioni europee.

La commissione avvia la procedura d’infrazione contro la Francia per la questione dei ROM.

La procedura d’infrazione nei confronti della Francia è stata avviata oggi dalla Commissione. Il primo passo dopo le minacce di Vivane Reading è stato quindi compiuto.

Ma che cosa è una procedura d’infrazione, e soprattutto cosa comporta per il Paese che la subisce?

Nonostante quello che possa apparire, la procedura d’infrazione è tutt’altro che una pratica poco utilizata dalle Istituzioni europee. Stando a quanto riporta il sito del Dipartimento delle Politiche Comunitarie, per esempio, al 24 giugno l’Italia era sottoposta a 6 procedure d’infrazione per un totale storico di 127.

La procedura si avvia con l’invio da parte della Commissione di una lettera di messa in mora nei confronti dello Stato reo, il quale ha 2 mesi di tempo per rispondere alle osservazioni mosse.

Se passati i due mesi lo Stato Membro accusato non risponde alla lettera di messa in mora, oppure non soddisfacendo le richieste in essa contenute, la Commissione emette un parere motivato e fissa un termine preciso entro il quale lo Stato deve regolare la sua posizione.

In caso di nuovo inadempito da parte dello Stato accusato allora la Commissione presenterà un ricorso per inadempimento davanti alla Corte di Giustizia, aprendo la fase del giudizio vero e proprio.

Nel caso di una sentenza di condanna, lo Stato Membro sarà obbligato a pagre una multa pecuniaria, comprensiva anche degli interessi di mora, che sarà stabilita dalla stessa Corte.

Insomma, come già detto in passato, si tratta più che altro di uno strumento politico, molto politico in questo caso, piuttosto che di una strumento giudiziario forte.

La commissione parlamentare budget versus EEAS

E’ arrivato l’autunno, cadono le foglie, il cielo di Bruxelles e in Parlamento si è aperto il dibattito che porterà all’approvazione, previsto prima di Natale, del Servizio Europeo d’Azione Esterna.

A lanciare il primo sasso nello stagno è stata la commissione parlamentare budget che cin una stragrande maggioranza ha chiesto una maggiore trasparenza nelle spese per le delegazioni estere e per le missioni, al grido di “Chi paga deve sapere quanto il SEAS verrà a costare”

Inoltre, la commissione vorrebbe che i futuri capi delegazioni seguissero dei corsi di gestione del bilancio prima che prendano funzione (sinceramente, ridicolo).

Insomma la guerra d’autunno tra un Parlamento che cerca di allungare le sue mani e il suo controllo sulla struttura e chi invece questa struttura la supporta, è iniziata, anche se per ora si tratta solo di movimenti minori.