Commissione – Francia 1-0 gol di Viviane Reading

Ma alla fine chi ha vinto tra la Commissione e il governo francese? Siamo di fronte all’ennesima prova di debolezza comunitaria oppure per una volta, forse la prima dai tempi del caso Microsoft, si registra una vittoria della Commissione?

A quanto sembra, o meglio sulla base di quella che afferma Viviane Reading, ci troviamo davanti al secondo caso.

Per prima cosa, bisogna chiarire la notizia di ieri per cui la Commissione avrebbe deciso di non proseguire sulla strada della procedura d’infrazione nei confronti della Francia. Stando a quanto affermato dalla stessa Reading, la situazione è semplicemente stata congelata dalla Commissione in attesa di verificare se in qualche modo vi siano state discriminazioni.

Cosa vuol dire questo? La Francia ha accettato, sul piano meramente giurisprudenziale, di recepire la direttiva 2004/38/CE, così come le è stato imposto da Bruxelles, attenuando e conformando gli effetti della sua legislazione sui ROM.

La volontà della Commissione non è quella di fermarsi davanti al recepimento della legislazione europea, quindi a quello che ieri definivo come tecnicismo giuridico, ma sembra che voglia andare più in profondità e controllare che non ci siano state violazioni non solo nella legislazione ma anche nei dossier individuali, rimanendo pur sempre sul piano legale e non su quello politico.

Per cui la Francia resta pur sempre sotto controllo.

Resta poi un’altro fatto che rende tutto questo storico, come detto dalla stessa commissaria lussemburghese. Per la prima volta nella storia una procedura d’infrazione è stata avviata sulla base di una presunta violazione dei diritti umani. Ciò è stato possibile grazie all’introduzione del Trattato di Lisbona, e soprattutto della Carta europea dei Diritti dell’uomo che è allegata al Trattato.

La presenza della Carta era stata presentata come una delle grandi novità del nuovo Trattato, anche se la cosa appariva più un fatto di facciata privo di chissà quale grande effecacia. L’Unione Europea in tutti i suoi Trattati ha sempre fatto richiamo al rispetto delle Carte internazionali dei Diritti dell’Uomo e l’introduzione della Carta europea appariva come un semplice ribadire ciò che già era palese.

A quanto sembra non era così, a quanto sembra averla finalmente presente in un Trattato significa aver un’arma legale in più.

La Reading comunque ha indicato in 4 settimane il tempo necessario per verificare se sono avvenute discirmanazioni.

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s