La Slovenia continua a mettere i bastoni nelle ruote dell’accesso croato nella UE.

Il processo di ingresso croato si sta avviando a conclusione molto rapidamente. Solamente 3 capitoli del processo di adesione restano ancora aperti, seppur tra di loro c’è quello giudiziario e di concorrenza, e la loro chiusura dovrebbe avvenire nel corso di una conferenza intergovernativa prevista per i primi di novembre.

Ad accelerare il processo, il superamento della disputa con la Slovenia sulla Baia di Pirano, che per un annetto circa ha bloccato il processo. Superato questo scoglio sembrava che l’ostruzionismo sloveno fosse una cosa dimenticata, ed invece non sembra così.

Il governo di Lubiana sarebbe infatti propenso a mettere la bocca sia nel capitolo della libertà dei movimenti dei capitali che in quello della pesca. Capitoli che sono considerati chiusi ma che comunque sono sempre in attesa dell’approvazione del Consiglio.

Per quanto riguarda la libertà dei movimenti dei capitali la causa sarebbe da ricercare nel rifiuto da parte del governo di Zagabria di concedere l’accesso al mercato nazionale alla Nova Ljubljanska Banka (NLB), mentre per il comparto pesca ci sarebbe il timore sloveno di un nuovo allargamento della area di interdizione a tale attività esistente da alcuni anni nelle acque croate.

Per ora il tutto viene derubricato a semplice scaramuccia tra paesi confinanti vedremo se restaerà tale oppure no.

 

 

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