Un seggio unico europeo al Fondo Monetario Internazionale?

Il tema di un seggio unico che rappresenti tutti i paesi facenti parte dell’Unione Europea nelle assemblee delle oganizzazioni internazionali (ONU, FMI ecc), è un tema spesso ricorrente sia da parte dei pro europeisti che vorrebbero una voce sola, unica, forte ed europea in tali contesti; sia degli euroscettici che invece indicano nelle impossibilità della cosa una delle pecche del progetto europeo.

In pratica anche l’idea di un seggio unico rientra nell’annoso ed interminabile guerra tra istituzioni europee e governi degli Stati Membri. Quest’ultimi vedono in una tale prospettiva il rischio di una perdita di peso specifico nello scenario internazionale, d’altro canto però va anche ammesso che gli uomini che compongono le istituzioni non facciano i salti di gioia all’idea di assumersi anche questo aggravio.

Questo spiega perchè la questione tende a riaffiorare da diverse sponde e con una certa ciclicità.

Questa volta è il turno della prospettiva di un seggio europeo all’interno del Fondo Monetario Internazionale, nell’ottica di una ristrutturazione dell’intera istituzione che dovrebbe andare a regime entro la fine di gennaio 2011. Attualmente i paesi che compongono tale istituzione sono 186 e il voto di ciascuno ha un peso differente calcolato sulla base della loro contribuzione. Data la natura dell’organizzazione sono previste maggioranze molto alte (2/3 o 3/4), fatto che produce il rischio di blocchi di stati che condizionano i risultati delle votazioni. Proprio di questo, sono accusati, da parte soprattutto delle economie cosidette crescenti (Brasile, Cina, India), Stati Uniti e gli stati europei.

L’idea di un seggio unico europeo rientra proprio all’interno delle misure volte a sbloccare l’attuale situazione del Fondo Monetario.

Ovvio però che tale proposta, come già detto all’inizio, incontri la resistenza piuttosto forte degli 8 Stati Memebri UE che sarebbero coinvolti (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Spagna) i quali oltre a temere di perdere visibilità internazionale, vedono in questa decisione anche la possibilità di concedere un’ulteriore vantaggio agli Stati Uniti, oltre a quelli di cui già godono.

Per questo se ne discuterà il 30 settembre nella riunione informale dei Ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27. In tale sede è già sicuro che il Ministro dell’economia belga, Didier Reynders, che presiede la riunione presenterà almeno due piani distinti in caso di unificazione:

  • accettare l’unificazione dei seggi in cambio di un aggiustamento del peso dei voti, di modo che si raggiunga un ribilanciameto delle posizioni.
  • accettare ma solo se gli Stati Uniti accettino di non applicare il loro potere di veto su alcune materie ancora da discutere.

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