Super Reading contro Sarkò

C’è un bel film della fine degli anni novanta (quindi non ancora così datato per definirlo vecchio) con Kevin Costner e Paul Newmann, tratto da un’omonomio libro il cui titolo in italiano è “Le parole che non ti ho detto” (in inglese, ovviamente era tutt’altra cosa “Message in a bottle”, che rimanda direttamente ai Police).

Tutto questa lunga introduzione per spiegare che proprio quella frase (Le parole che non ti ho detto) è il commento migliore che si potrebbe attribuire alle dichiarazioni bomba di Viviane Reading.

La leonessa lussemburghese ha tirato fuori i denti e tutta la grinta che le viene attribuita per dire alla Francia e a Sarkozy, quello che tutto il mondo si aspettava che dicesse Barroso durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione della settimana scorsa, circa la questione dei ROM.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le risposte che i ministri francesi sentiti dalla Reading sul caso. Viviane, che da oggi diventa Super Viviane, ha semplicemente definito scioccante l’atteggiamento del governo di Parigi. Sull’onda della rabbia poi, ha annunciato l’intenzione di avviare due procedure di infrazione: la prima per il non rispetto delle garanzie legali previsti dalla direttiva sulla libera circolazione; la seconda, invece, sul carattere discriminatorio delle misure decise dalla Francia.

Prima che ciò diventi realtà, ci vorrà che il gabinetto dei commissari dia il suo benestare.

Certo che l’impatto politico di quest’azione è forte, non tanto per le misure che potrebbero essere prese (pressochè nulle)  ma perchè è in qualche modo individuabile come un moto di orgoglio da parte di questa commissione nei confronti di uno dei Stati Membri, ed esprime la volontà di difendere uno dei pochi principi fondamentali dell’Unione Europea, quello della libera circolazione dei cittadini.

PS: Che poi oggi era il giorno della Reading, lo dimostra il fatto oggi il suo staff abbia dato segni di vita sul suo  Twitter ufficiale, postando verso metà pomeriggio questa frase: “”Discrimination on the basis of ethnic origin or race has no place in Europe”.

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