Il futuro della blogosfera europea

Julien Frisch, Charlemagne e Tony Barber tre nomi che al di fuori della blogsfera europea dicono meno di niente (o quasi), ma che, al suo interno, sono stati tra protagonisti principali dell’ultimo periodo.

Ora tutti e tre hanno deciso, per ragioni diverse, di chiudere i rispettivi blog creando un vuoto importante nella blogosfera europea e, segnando di fatto l’apertura di una fase.

Fase che si è aperta con un dibattito che sta animando in questi giorni un po’ tutti i blogger “europei”, inteso come blogger che trattano di Europa, seppur a differenti livelli (un riassunto perfetto lo trovate qui). In particolare du ei temi su cui si dibatte con maggiore attenzione: il futuro della blogosfera europea e se dargli una struttura unitaria o meno.

Al di là delle facili considerazioni sulla velocità dei cambiamenti nel mondo dell’informazione grazie ad Internet e non solo, e sulla micro notorietà di cui un po’ noi tutti godiamo, quello che maggiormente colpisce di questo dibattitto è l’assoluta, o quasi assenza dell’obiettivo principale ovvero come fare ad aumentare la nostra audience? Come fare a raggiungere un range di persone più ampie, sempre ammesso che ci sia un potenziale bacino d’utenza?

Quando questo blog è nato, l’idea iniziale era (anzi è ancora) quella di pubblicare almeno un post al giorno e di farlo nelle 4 lingue con cui più o meno riesco ad esprimermi (italiano, inglese, francese e spagnolo). Questo non solo per garantirmi un esercizio scritto quotidiano di lingua straniera (un ottimo allenamento credetemi), ma anche per poter raggiungere un’ampissima fascia di persone. L’idea, non ancora abbandonata, non ha però trovato seguito per ragioni essenzialmente di tempo e di praticità. Ragioni per le quali, ho iniziato a scrivere solo ed esclusivamente in italiano.

Col passare del tempo mi sono accorto però che se, da un lato, lo scrivere nella mia madrelingua mi relegava ad un ruolo di nicchia, in un mondo già di nicchia, dall’altro mi permetteva di occupare un posto ancora scoperto, visto la quasi totale assenza di interesse da parte del mondo blogger italiano per l’Unione Europea, se non in casi eccezionali.In qualche modo quindi mi è sembrato, col passare dei giorni, che la scelta di nicchia in realtà si sia tramutata in una possibilità di maggiore capacità per la blogosfera europea di attirare pubblico.

Tutto questo per cercare di spiegare come di fatto il tipico dibattito “in quale lingua scrivo il blog, meglio inglese o no?” che ciclicamente compare mi sia sempre parso abbastanza stucchevole e non mi abbia interessato più di tanto, poichè convinto che in qualsiasi lingua tu scriva qualcuno, a cui, interessa leggerti lo puoi trovare.

Piuttosto quello che merita interesse, a mio modesto parere, è come far sapere al tuo potenziale lettore che esisti ed attrarlo a leggerti. Qui il dibattito propone due strade o la creazione di un nuovo grande sito, a cui possano partecipare un po’ tutti i membri della blogosfera oppure un rafforzamento di ciò che già esiste, ovvero Bloggingportal di modo che arrivi ad essere un vero aggregatore di blog e spazio di discussione.

Ecco personalmente preferisco la seconda opzione non tanto perchè così  ognuno mantiene il suo blog e non perde il suo piccolo feudo di lettori, quanto piuttosto perchè si potrebbe creare una piazza virtuale dove tutte le esperienze si possano incontrare e, di fatto mettere in mostra. Una tale piazza potrebbe attirare nuovi interlocutori e nuovi imput. Mi piace pensare, e io sono il tipo di persona che lo fa, che qualcuno che capita  in una tale situazione passi un’intera serata navigando da un blog all’altro, leggendo post differenti in lingue differenti e che alla fine della sua serata abbia arricchito il proprio blogroll personale e che l’indomani non si limiti a guardare i soliti tre siti ma che ritorni dove era stato la sera prima e così via, fidelizzandosi oppure invogliandosi sempre più ad intervenire, fino magari a giungere alla decisione di aprire un nuovo blog.

3 responses to “Il futuro della blogosfera europea

  1. Bloggingportal.eu è un importante punto di partenza.

  2. Ciao, mi spiace per il mio italiano, non parlo molto bene e mi ha aiutato con un traduttore. In tema di un blog collettivo in Europa e il futuro europeo della blogosfera penso che il più importante è che il dibattito che ha aperto ha portato ad una discussione multilingue. Una discussione a cui partecipano i blog sono in varie lingue e anche noi servono a riferirsi più tra i blogger di lingue diverse. Penso che sia un primo passo. Saluti dalla Spagna. Encarna.

  3. Hay que avanzar en este proyecto de unir los blogs europeos. Un saludo desde España: emilio

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