Quando l’Europa non fa il suo dovere civico /1. La violenza domestica.

Ci sono due temi su cui l’Unione Europea, grazie al disinteresse della stampa, riesce a cavarsela senza il minimo imbarazzo. Due tematiche anche abbastanza sensibili, di quelle che toccano i problemi della gente, il suo vivere quotidiano. Insomma due temi sociali: la violenza domestica e la lotta contro le discriminazioni sessuali e religiose.

Tra oggi e domani vedrò di fare un’analisi delle due istanze, di qual è la loro situazione, del perchè l’Unione non voglia affrontarle. Insomma cercherò di farle riemergere dal silenzio in cui si trovano.

Violenza domestica. Nonostante ci proclamiamo una società democratica ed avanzata, al punto che obblighiamo i paesi non UE a rispettare i nostri canoni di democrazia se vogliono accedere ai nostri finanziamenti, l’orrenda abitudine picchiare i nostri famigliari (in primis le donne) è ancora un costume molto diffuso in Europa, senza discriminazioni tra nord e sud, vecchia e nuova Europa, ricchi e poveri.

Il tema è molto sentito in Spagna dove da tempo il governo è impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica. Non è quindi un caso che la presidenza spagnola abbia inserito nella sua agenda un pacchetto di iniziative volte a portare la politica di sensibilizzazione anche a livello europeo. Tre le misure su cui il governo di Madrid spingeva:

  • la creazione di un numero di telefono unico europeo per segnalare gli abusi;
  • la creazione di un osservatorio sulla violenza domestica;
  • l’avvio di una procedura al fine del mutuo riconoscimento europeo delle misure di allontanamento per i colpevoli di tale reato, in pratica far sì che la misura di allontanamento decisa da un giudice spagnolo sia riconosciuta anche in Francia e viceversa.

Il nodo della discordia è rappresentato da quest’ultimo.

Prima di continuare si rende necessaria una precisazione che sarà utile più avanti, la misura di allontanamento in alcuni paesi europei rientra nella materia penale ed in altri rientra in quella civile.

Per portare avanti l’iniziativa la Spagna ha deciso, per ragioni di brevità e di rendita politica, di avvalersi di una novità introdotta dall’articolo 82 del Trattato di Lisbona. Secondo tale articolo, infatti, gli Stati Membri possono avviare una procedura di iniziativa legislativa bypassando la Commissione in materia di diritto penale al fine di per assicurare il riconoscimento in tutta l’Unione di qualsiasi tipo di sentenza e di decisione giudiziaria.

Forte quindi di questa novità e di una maggioranza virtuale disposta a sostenere la presidenza ha avviato l’iter.

Ma….. ma è arrivato il niet della Commissione, la quale per bocca della stessa commissaria Viviane Reading ha intimato di interrompere la procedura.

Motivo? Secondo il commissario di Giustizia, Libertà e Sicurezza dato che in alcuni paesi la questione ricade nel civile e non nel penale, la procedura speciale non può essere utilizzata e spetta solo alla Commissione occuparsi della faccenda perchè unica che può muoversi sulla base legale giusta (civile + penale).

Davanti alle rimostranze di Palazzo Berlaymont, Madrid ha allora invitato la Commissione a procedere sulla giusta via, facendo però presto.

E qui è arrivato il secondo niet, sempre Reading ha detto chiaramente che non è una delle priorità politiche dell’attuale gabinetto raggiungere tale risultato e che semmai fosse presa in considerazione non sarebbe stato prima della fine del 2011 e non avrebbe riguardato solo le vittime della violenza domestica, ma tutte le vittime di violenza. In pratica non c’è l’intenzione politica di procedere su questa strada. Perchè? Boh!!!!

Incassati i due rifiuti, la Spagna ha allora ha deciso di procedere lo stesso sulla sua strada, con bene pace della Commissione e della base legale errata, insomma almeno portaimo a casa il risultato minimo. Nel frattempo la maggioranza virtuale su cui poteva contare è evaporata, almeno stando a quanto si vocifera nei corridoi del Consiglio.

Ora ci sarebbe da riflettere sulla posizione della Commissione non interessata a risolvere la questione, ma ben interessata a bloccare ogni tentativo di risolverla. Al tempo stesso c’è un particolare che manca, una sfumatura che in tutta questa storia suona sbagliata, stonata ed è l’atteggiamento della Reading. Viviane (scendiamo sul confidenziale) non è certo nota per essere un politico dalla battuta facile, di quelli che fanno dell’ironia e del humor i loro punti di forza, anzi è ben nota per essere una donna arcigna, seria, diretta. Ecco in tutta questa questione ha dimostrato una brutalità, un’assoluta indisponibilità a parlare, addirittura un’ira assolutamente esagerata. Tutta una serie di atteggiamenti che fanno sospettare che esista un po’ di fastidio, quasi rabbia, per il fatto che il governo spagnolo abbia osato approffitare di una procedimento speciale che non coinvolgeva la Commissione.

In ogni caso resta assolutamente inspiegabile il perchè del rifiuto politico a trattare la cosa.

Per chi ne volesse sapere di più consiglio questa fonte essenziale.

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