Aumenta il malumore dei Parlamentari europei contro il progetto Ashton per il Servizio Europeo d’Azione Esterna

La data da segnare sul calendario è quella del 26 Aprile quando a Lussemburgo si riuniranno i Ministri degli Esteri europei, presieduti dalla baronessa Ashton, per discutere di come strutturare e quali poteri conferire al nuovo Servizio Europeo d’Azione Esterna (SEAE).

Per il momento sul tavolo ci dovrebbe essere una sola proposta quella che lo staff dell’Alto Rappresentante ha già reso nota alla fine di marzo e di cui ho già discusso qui.

Progetto che però ha incontrato la forte opposizione del Parlamento Europeo che per bocca di Guy Verhofsdat e Elmar Brok, incaricati dall’assise di seguire la questione, ha già fatto sapere che il piano così come è non va bene e minacciato di usare il potere di veto sul budget del SEAE qualora non venissero recepite le sue istanze.

Oggi tale posizione parlamentare è ribadita da una nota congiunta firmata dai capogruppi dei tre maggiori gruppi politici: PPE (Joseph Daul), PSE (Martin Schulz) e ALDE (lo stesso Verhofstadt).

Nella loro nota i tre capigruppo denunciano il rischio che l’Unione Europea compia significativi passi indietro sul piano dell’indipendenza della politica estera. In particolare il piano Ashton sarebbe troppo influenzato dagli Stati Membri e dal Consiglio e comporterebbe la creazione di un Servizio Esterno non in grado di essere al passo con i tempi.

Nei giorni stessi i due deputati incaricati di seguire la partita avevano presentato un loro piano alterantivo riassumibile così:

  • indipendenza del SEAE dall’influenza del Consiglio
  • riforma dell’intera struttura di azione esterna europea, per cui anche le politiche di sviluppo, aiuto ai paesi terzi, difesa, allargamento dovevano finire all’interno della nuova struttura. Gli stessi 3 commissari di aiuto ai paesi terzi, sviluppo e allargamento dovrebbero agire sotto la supervisione e il coordinamento dell’Alto Rappresentante;
  • conferimento al Parlamento Europeo di un ruolo di maggiore influenza sulle strategie future del corpo diplomatico.

 

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