Pulizie di primavera. Addio all’UEO.

Tempo di pulizia all’interno del confuso mondo delle istituzioni europee, a farne le spese del repulisti è l’Unione Europea Occidentale (UEO), istituzione da tempo dimenticata nel cassetto della storia.

Nata col Trattato di Bruxelles del 1948, l’UEO deve il suo ruolo al fallimento della CED (Comunità Europea della Difesa, encore merci M. De Gaulle) quando divenne la soluzione per continuare il progetto di una politica di difesa comune seppur con piani meno ambiziosi, oltre che uno degli strumenti attraverso il quale promuovere a livello sociale e culturale il processo di integrazione europea.

Nel corso degli anni venne però progressivamente soppiantata dal Consiglio d’Europa e dalla sempre più crescente CEE, al punto tale che già verso gli inizi degli anni ’80 era di fatto un’istituzione dimenticata.

La caduta del Muro di Berlino, la fine del Patto di Versavia e il conseguente spostamento del confine mondiale verso Oriente comportarono una ripresa dell’idea di difesa comune europea e conseguentemente nuovi impulsi per l’Unione Europea Occidentale, che conobbe proprio in questa fase, forse il momento di maggiore gloria. Entrarono a farne parte a vario titolo Norvagia, Islanda, Danimarca e la maggior parte dei paesi dell’Europa Orientale.

Sono gli anni che attraverso di esso vengono messe in piedi le prime missioni umanitarie europee, col nome di Missioni di Petersberg, in particolare nell’ex Jugoslavia. Fino a raggiungere l’apogeo della sua storia quando il Trattato di Amsterdam (1997) elevò l’istituzione al rango di parte integrante del processo di sviluppo dell’Unione europea.

Gli errori e i limiti dimostrati nello scenario balcanico, seppur non totalmente imputabili all’UEO, e la consugente volontà di dotare l’UE di una politica di difesa comune riprendendo il sognbo della CED segnaro la fine di fatto dell’esperienza di questa istituzione. Col Trattato di Nizza (2000) venne derubricato il ruolo dell’UEO a quello di aiutare l’UE nella coordinazione di una politica di difesa comune e sancendone di fatto la subalternità all’Unione Europea.

Da allora l’Unione Europea Occidentale ha vivacchiato in un cassetto completamente dimenticata. A porre fine alla sua storia è stato il Trattato di Lisbona con tutte le novità apportate in materia di politica estera.

Durante la sua ultima sessione plenaria il Parlamento europeo ha richiesto espressamente ai paesi membri sia della UE che della UEO di staccare la spina a quest’ultimo. A farlo definitivamente è stato ieri il governo belga, depositario del trattato di Bruxelles per bocca del suo Ministro degli Esteri.

In realtà l’istituzione rimarrà in vita fino al giungo 2011, il tempo necessarrio per completare le ultime pratiche amministrative.

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