Islanda, Icesave first day after.

Il referendum è passato, il popolo d’Islanda ha respinto a maggioranza quasi totale il patto che il governo aveva accettato lo scorso dicembre. Patto che avrebbe obbligato ogni famiglia islandese ad accollarsi quasi mila euro di debito Icesave.
Segno che l’accordo non fosse buono, o che invece gli islandesi hanno deciso di rinchiudersi in un dorato isolamento?
Leggendo i giornali europei oggi sembra che prevalga di più la seconda opzione, al punto che col voto di sabato il paese nordico sia sul punto di diventare una nuova Corea del Nord.
Peccato che così non è. I colloqui dovrebbero riprendere entro la settimana prossima ed emerge chiaro, dalle reazioni ufficiali dei governi coinvolti, come il tempo dell’accordo non sia molto lontano. Sia Londra che l’Aja sanno che per far accettare agli islandesi di bere l’amaro calice dovranno essere molto concilianti, così come il governo islandese ha tutta l’intenzione di portare a casa il risultato e di chiudere definitivamente una situazione da cui non può ricavare nulla di buono.
Nella speranza che la prossima volta, magari il presidente Grimsson sia animato da un maggiore volontà a prendersi decisioni anche non popolari.

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