Van Rompuy insultato durante la sessione del Parlamento Europeo.

Si è assistito ieri, nell’aula del Parlamento Europeo, ad una magistrale lezione di qualunquismo e populismo, relatore uno dei massimi esperti in materia Nigel Farage leader del United Kingdom Independece Party (UIKP), uno dei maggiori partiti euroscettici di matrice inglese.

Durante un suo intervento egli si è rivolto nei confronti di Herman Van Rompuy, presente in aula, apostrofandolo come “un perfetto sconosciuto messo lì da non si sa chi”, paragonando il suo carisma a quello di uno straccio bagnato e come ciliegina sulla torta definendo il Belgio “una nazione che non esiste”.

Nulla di nuovo verrebbe da dire, non ha fatto che ripetere cose che più o meno tutti dicono. Inoltre l’esponente euroscettico non è nuovo a numeri del genere, basta fare una ricerca su Youtube. Vero ma c’è un però.

Herman “Rocks Europe” si è limitato a non considerare nemmeno l’intervento dell’esponente politico inglese, dando così dimostrazione di stile e di superiorità politica. 

Al tempo stesso con la sua uscita il leader euroscettico si è guadagnato i soliti 15 minuti di celebrità ed ha rafforzato la posizione politica, sua e del suo partito, senza proporre nulla se non inutili stereotipi.

Ora verrebbe da chiedersi chi ci ha guadagnato agli occhi della pubblica opinione? Van Rompuy o Farage? Personalmente ritengo il secondo perché ha rafforzato nel cervello della gente la convinzione che l’attuale Presidente sia un nulla nello scenario politico. Segnando così un punto a favore dallo scetticismo sull’Unione Europea.

Con questo non voglio dire che avrebbe dovuto ricevere un’adeguata risposta polemica, anzi quello sarebbe stato un errore ancora più grosso.

La soluzione giusta sarebbe il seguente scenario….

Herman rientra nel suo ufficio, nero di rabbia e ferito nell’orgoglio, alza la cornetta e chiama Viviane Reading per darle l’ordine di preparare una campagna “pubblicitaria” di forte impatto sul ruolo suo e su quello che l’Unione fa. Obiettivo una massiccia azione di propaganda che aumenti nel cittadino la convinzione che la UE esiste e fa cose che incidono, in positivo, sulla vita degli europei. Dall’altro lato della cornetta la commissaria responsabile per DG COMM riceve gli ordini e, una volta finita la comunicazione, attiva la macchina comunicazione europea. Risultato nel giro di un paio di mesi l’intero territorio dell’Unione è investito dalla suddetta campagna.

Tutto questo però rimarrà un sogno, come si sa l’Unione Europea comunica e non fa propaganda come se si potesse scindere i due concetti.

Per chi volesse qui di sotto troverete il video dell’intervento di Farage, inoltre segnalo l’intervento di Julien Frisch sul tema.

 

 

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