Non è una questione di propaganda, è una questione di presentare le cose che si fanno.

 

Se vogliamo possiamo archiviare anche questa vicenda, nell’immensa cartella chiamata “EU Propaganda”. Ovvero stante l’arci famoso gap comunicazione di cui soffre l’Unione europea è giusto o no che pubblicizzi mediatica mente i suoi risultati e la sua azione? Oppure non è il suo compito e significa fare della propaganda?

In questi giorni, il dramma di Haiti ha fornito un nuovo capitolo a questa polemica.

L’Unione Europea , attraverso la macchina di ECHO, si è subito mobilita per portare aiuto all’isola devastata dal terremoto ed ha espresso uno sforzo che si potrebbe quantificare in 4 volte superiore a quello profuso dagli Stati Uniti. Azione che però non emerge agli occhi dell’opinione pubblica soprattutto perché non esistendo una protezione civile europea, ECHO si affida ai singoli Stati Membri, per cui il tutto passa come se fosse volontà dei governi nazionali.

Per dare invece un segnale della sua presenza, e per una volta rivendicare i propri meriti, la Commissione ha invece deciso che tutte le persone impegnate ad Haiti indossino una giacca blu dove compaiano la bandiera europea, il logo “EuropeAid”e la bandiera dello stato di provenienza.

La cosa ha fatto risvegliare i sostenitori che l’Unione Europea non debba fare propaganda della sua azione. Questa volta l’accusa è stata di voler fare a gara con gli statunitensi su chi fosse più bravo e più presente.

Personalmente, e già l’ho detto nel caso delle polemiche sul mancato viaggio di Lady Ashton, ritengo che invece l’Unione Europea debba reclamizzare la sua azione, debba far vedere ai cittadini europei che c’è e che lavora bene. Non è propaganda, per quanto male non farebbe, è semplicemente rivendicare i propri meriti.

Se vogliamo possiamo archiviare anche questa vicenda, nell’immensa cartella chiamata “EU Propaganda”. Ovvero stante l’arci famoso gap comunicazione di cui soffre l’Unione europea è giusto o no che pubblicizzi mediatica mente i suoi risultati e la sua azione? Oppure non è il suo compito e significa fare della propaganda?

In questi giorni, il dramma di Haiti ha fornito un nuovo capitolo a questa polemica.

L’Unione Europea , attraverso la macchina di ECHO, si è subito mobilita per portare aiuto all’isola devastata dal terremoto ed ha espresso uno sforzo che si potrebbe quantificare in 4 volte superiore a quello profuso dagli Stati Uniti. Azione che però non emerge agli occhi dell’opinione pubblica soprattutto perché non esistendo una protezione civile europea, ECHO si affida ai singoli Stati Membri, per cui il tutto passa come se fosse volontà dei governi nazionali.

Per dare invece un segnale della sua presenza, e per una volta rivendicare i propri meriti, la Commissione ha invece deciso che tutte le persone impegnate ad Haiti indossino una giacca blu dove compaiano la bandiera europea, il logo “EuropeAid”e la bandiera dello stato di provenienza.

La cosa ha fatto risvegliare i sostenitori che l’Unione Europea non debba fare propaganda della sua azione. Questa volta l’accusa è stata di voler fare a gara con gli statunitensi su chi fosse più bravo e più presente.

Personalmente, e già l’ho detto nel caso delle polemiche sul mancato viaggio di Lady Ashton, ritengo che invece l’Unione Europea debba reclamizzare la sua azione, debba far vedere ai cittadini europei che c’è e che lavora bene. Non è propaganda, per quanto male non farebbe, è semplicemente rivendicare i propri meriti.

Nella foto tratta da Bruxelles2, l’Europe de la Défense, il giubotto incrimanto.

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