Audizioni dei nuovi commissari/11. Cecilia Malmström, Maria Damanaki

Ultima puntata delle nostre schede di presentazione dei commissari designati a comporre la seconda commissione guidata da Barroso.

Le protagoniste sono:

  • Cecilia Malmström (Svezia) Commissario Affari interni;
  • Maria Damanaki (Grecia) Commissario Affari marittimi e Pesca;

 Cecilia Malmström

Chi é. Attuale ministro svedese per gli Affari europei, Cecilia Malmström ha alle sue spalle un lungo curriculum europeo, che ha trovato nella recente presidenza semestrale dell’Unione Europea un’occasione di importante notorietà.

Il profilo della Malmström é quello di un politico solido, da sempre molto attivo nello scenario europeo, dal sicuro pedgree a dodici stelle (meritoria la sua battaglia per unificare la sede del Parlmento Europeo in quel di Bruxelles). Da piuµ parti viene indicata come una sgobbona, una capace di lavorare e produrre molto. Bene perché sul suo tavolo di lavoro non mancherà.

Portafoglio. Al nuovo commissario svedese spetteranno le competenze di un nuovo portafoglio, quello per gli Affari Interni. Nelle mani della Malmström finiranno le competenze circa la politica di giustizia e libertà, la guida dell’Agenzia europea FRONTEX, delle politiche di asilo e di visto e di EUROPOL.

Sarà quindi il commissario svedese ha dover mettere in pratica quel Programma di Stoccolma che é stato il fiore all’occhiello del suo paese.

Linee guida del suo mandato. Appunto il Programma di Stoccolama sarà quello che interesserà maggiormente il nuovo commissario che intende stabilire un sistema comune di asilo e una politica comune d’immigrazione, in linea con il patto sull’immigrazione e l’asilo, per giungere ad una gestione concertata dei migranti in partenariato con i paesi terzi. Tutto ciò basabdosi sulla solidarietà, la prevedibilità e la responsabilità comune in forza delle convenzioni internazionali, nel pieno rispetto del diritto di asilo. Altro aspetto inteessante é come gestire il problema dell’immigrazione che dovrebbe essere incentrata nell’attuzione sull’attuazione una strategia di sicurezza interna per un’Unione più sicura che contribuisca a proteggere i cittadini. La strategia comporterà una cooperazione più intensa e efficiente fra le autorità di contrasto e una gestione più coerente delle frontiere.

Commissione giudicante. Libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE) la stessa commissioone giudicante che già ha ascoltato Viviane Reading.

Luogo e data dell’audizione. Strasburgo, martedí 19 gennaio dalle ore 09.00 alle 12.00 presso l’aula LOW S 1.4 del Parlamento Europeo.

 

Maria Damanaki

Chi é. Maria Damanaki rappresenta forse al meglio il tipico profilo del politico nazionale a cui viene affidato un portafoglio in una commissione europea più per il gioco degli incastri tra le nazioni che per il suo curriculum vitae. Nulla di negativo, visto che assumendo la guida della pesca sarà chiamata a dar prova proprio delle doti di abile politico durante le mediazioni circa la nuova politica europea nel settore ittico. Ma la Damanaki a livello europeo é completamente sconosciuta, cosí come anche a livello nazionale il suo non é certametne un nome di primo piano.

Portafoglio.  Lanciato proprio alla fine del 2009 il Libro Verde per la pesca rappresenterà la pietra angolare di tutta l’attività del nuovo commissario. Ci si aspetta che la riforma che ne scaturirà sia profonda e radicale e che soprattutto riesca a coprire quattro carenze strutturali: la mancanza di precisi obiettivi politici, in particolare per quanto riguarda la responsabilità ecologica e l’integrazione a problematiche marittime più ampie; un sistema decisionale troppo centralizzato e basato su soluzioni di scarso respiro, che nella maggior parte dei casi vanno a detrimento della sostenibilità a lungo termine; un quadro che non responsabilizza il settore in misura sufficiente; l’assenza di una volontà politica di garantire il rispetto dei limiti imposti all’attività di pesca.

Linee guida del suo mandato. La riforma della politica comune in materia di pesca é cosí al centro dell’interesse del commissario designato greco che intende soprattutto affrontare quello che lei stessa definisce un circolo vizioso composto: da un diffuso eccesso di capacità delle flotte dell’Unione, dal sovrasfruttamento della maggior parte degli stock e da una scarsa redditività generale del settore delle catture. L chiave per uscirne, secondo la Damanaki, é adottare un nuovo approccio orientato alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Commissione giudicante. Ovviamente commissione Pesca (PECH)

Luogo e data dell’audizione.  Strasburgo, martedí 19 gennaio dalle ore 09.00 alle 12.00 presso l’aula LOW N 1.4 del Parlamento Europeo.

 

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