A commento dell’audizione di Lady Ashton

Dare un giudizio sull’audizione di Catherine Ashton non é facile. Il giudizio unanime é stato di un’audizione noiosa, priva di momenti degni di nota, dove peró Lady Ashton ha dimostrato di aver imparato la lezione riuscendo a svolgere il compitino che da lei ci si aspettava, senza infamia e senza lode.

In effetti cosí é stato. Durante le tre ore di audizioni il nuovo Alto Rappresentante é stato chiamato ad intervenire su tutte le tematiche più importanti del suo portafoglio (Iran, Russia, Iraq, Sudan, Yemen etc. etc.) e su tutti questi argomenti ha saputo gestire perfettamente, dal punto di vista diplomatico, la materia….. parlando senza dire nessuna novità.

In particolare, ha dato più volte l’idea di voler schierare l’Unione europea sulla stessa linea della Nato, rapportandosi con essa non come un partner ma bensí più come un fedele alleato. Non a caso, quando ha indicato le priorità della sua agenda ha citato: Iraq, Afghanistan, Pakistan, Somalia e Iran; dimenticandosi cosí di altre aree a rischio del mondo (Sudan, Ciad, Georgia e Transinistra) che rivestono una grossa importanza per la politica estera europea.

In realtà la colpa di questo andamento non é solo di lady Ashton ma della gran parte degli europarlamentari che si sono limitati a presentare domande generiche, ricevere risposte generiche e tutti felici e contenti. Agevolando cosí il compito della Baronessa che, preparata a dovere, ha potuto ripetere i discorsi imparati a memoria durante le vacanze natalizie. A dimostrazione di ció le uniche volte in cui il nuovo Alto Rappresentante é entrato in difficoltà é stato proprio quando si é uscito dalla linea tracciata.

Non a caso é entrata in difficoltà in materia di politicadi difesa dove, oltre ad emergere tutta la sua impostazione british (“non c’é bisogno di un Quartier generale europeo”, “la difesa é compito degli Stati membri”), si é dimostrata molto impreparata. Cadendo dalle nuvole quando le é stato chiesto del Libro bianco sulla difesa, della possibilità di seggio europeo all’ONU oppure preferendo non rispondendo su cose concrete come il ruolo della UE sulla Transinistra.

PS: Una piccola polemica nazionale…. qualcuno puó spiegare ad Albertini che in inglese la H si pronuncia e che quindi il nome dell’Alto Rappresentante é Ashton  e non Aston  come spesso l’ha chiamata?

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