La presidenza spagnola dell’Unione Europea.

Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre l’Unione Europea insieme con l’anno nuovo prenderà avvio anche la presidenza semestrale spagnola, la quarta (1989, 1995, 2002 e 2010) da quando il paese iberico è entrato a far parte dell’Unione Europea (1986). Si tratta di una tappa storica in quanto sarà la prima presidenza che interamente si svolgerà con il Trattato di Lisbona già operativo, perciò forte è l’attesa per vedere come sarà la convivenza sotto il nuovo tetto.

Primo segnale del nuovo corso è stata la decisione da parte del governo di Madrid di collaborare con i paesi che le succederanno Belgio (secondo semestre 2010) e Ungheria (primo semestre 2011) al fine di presentare un programma congiunto delle tre presidenze, che copra un lasso di tempo più ampio dei sei mesi canonici. Da ciò è scaturita la decisione di dar vita alla “trio presidenza” avente come obiettivi generali, come: la crescita economica sostenibile, la creazione di impiego attraverso maggiori investimenti nella ricerca e nell’innovazione; la lotta alla povertà all’esclusione sociale e le disuguaglianze tra i sessi. Il primo impatto però della triplice presidenza è stato quello di presentare un unico logo (cambieranno solo i colori) ed un unico sito internet.

Per quanto riguarda il proprio semestre il governo guidato da Luis Zapatero ha indicato 4 priorità principali:

  • sviluppo ed efficace applicazione del Trattato di Lisbona;
  • garantire la ripresa economica dell’Europa attraverso un maggiore coordinamento di tutti gli Stati membri e l’approvazione della strategia europea per la crescita sostenibile per il 2020;
  • rafforzare la presenza e influenza dell’Unione europea nel nuovo ordine mondiale;
  • mettere i cittadini europei al centro della politica dell’Unione europea, con iniziative volte a sviluppare le loro diritti e le libertà.

Sviluppo ed efficace applicazione del Trattato di Lisbona.

Per quanto riguarda il Trattato di Lisbona, il ruolo della presidenza spagnola sarà fin da subito delicato ed importante. Il nuovo ruolo delle presidenza semestrale, all’interno del rinnovato quadro istituzionale europeo, è infatti uno dei più misteriosi, e potenzialmente conflittuali. Come già avuto più volte occasione di ripetere il Trattato di Lisbona si è limitato a delineare uno scenario entro il quale agiranno, alla ricerca delle proprie competenze: la presidenza semestrale, il Presidente del Consiglio europeo e l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri. Sarà quindi una battaglia quasi giornaliera fra questi tre attori, che si svolgerà soprattutto dietro le quinte, a livello diplomatico.

A tale proposito il governo spagnolo, seppur ufficialmente dettosi improntato alla più ampia collaborazione, ha già iniziato a muovere i suoi passi nel tentativo di mantenere posizioni di controllo nei confronti degli altri due attori.

Garantire la ripresa economica dell’Europa attraverso un maggiore coordinamento di tutti gli Stati membri e l’approvazione della strategia europea per la crescita sostenibile per il 2020.

Primo punto importante per uscire dalla crisi finanziaria è per il governo spagnolo quello di rafforzare il coordinamento tra gli stati europei, con lo scopo di intensificare e rafforzare la fase di recupero, gestire le strategie volte a superare la crisi e mettere in pratica un progressivo ritiro del sostegno del settore finanziario e di altri incentivi fiscali, permettendo così il ripristino dell’equilibrio nei conti pubblici. Due le aree che dovrebbero essere potenziate: lotta al cambio climatico e ricerca-sviluppo. Un occhio di riguardo verrà però dato anche al mercato del lavoro perciò verranno promosse iniziative per adeguare le competenze dei lavoratori alle esigenze del mercato del lavoro e migliorare la qualità educativa, l’eccellenza universitaria e la formazione continua. La risposta a queste tre sfide-economiche, ambientali e sociali, verrà elaborata nel quadro di una strategia comune per la trasformazione dell ‘Unione europea entro il 2020.

Rafforzare la presenza e influenza dell’Unione europea nel nuovo ordine mondiale.

Per bocca dello stesso ministro degli esteri spagnoli Moratinos, la nuova presidenza si aspetta almeno due risultati importanti ovvero l’avvio del processo di candidatura islandese e l’ingresso della Croazia. Accanto ad essi non manca l’intenzione spagnola di aprire nuovi capitoli con la Turchia e di incrementare i passi positivi che i paesi balcanici stanno già compiendo. Come detto in precedenza sarà molto interessante valutare il tipo di rapporto che la Spagna avrà, dietro le quinte, con il nuovo Alto Rappresentante Catherine Ashton.

Sul piano effettivo il governo spagnolo continuerà nell’opera di ridimensionamento dell’operazione Althea-Bosnia nell’ottica di favorire il passaggio ad una situazione di normalità nel paese, mentre è atteso un rafforzamento dell’operazione Atlanta contro la pirateria non solo attraverso l’invio di nuove fregate, ma anche attraverso lo stanziamento di maggiori fondi.

Infine, sicuramente verranno potenziati e rafforzati i rapporti con i paesi dell’America Latina, in particolare al fine di promuovere la firma del accordo di associazione tra l’Unione europea e i paesi dell’America centrale e o di accordi commerciali con paesi come la Colombia e il Perù, non senza rinunciare alla riattivazione dei negoziati tra l’Unione europea e il Mercosur.

Mettere i cittadini europei al centro della politica dell’Unione europea, con iniziative volte a sviluppare le loro diritti e le libertà.

La parità effettiva tra uomini e donne sarà una delle priorità. A questo scopo verrà sostenuta la preparazione di un piano per le pari opportunità per uomini e donne per il periodo 2011-2015, con particolare attenzione alle questioni del lavoro. Un altro obiettivo fondamentale sarà quello di continuare la lotta contro di violenza basata sul genere. Verranno proposte due iniziative: la creazione di un centro di monitoraggio europeo e la promulgazione di un ordine europeo per la protezione, che consenta di estendere le misure di sicurezza adottate dagli enti giudiziari in ogni Stato membro a tutto il territorio europeo. Infine, il capitolo della lotta all’immigrazione clandestina non sarà un tema secondario per il governo di Madrid, ma tale lotta si svilupperà all’interno della struttura prevista dal programma di Stoccolma.

Il sito ufficiale della presidenza spagnola, per ora molto scarno, si trova a questo indirizzo: www.eutrio.es

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