Programma di Stoccolma terza parte

Continua l’analisi del Programma di Stoccolma qui e qui per le precedenti puntate.

Rendere più efficace ed efficente l’ingresso nell’Unione Europea dei cittadini extra UE.

La politica nei confronti dell’immigrazione é sicuramente uno dei temi più importanti dei framework europei in materia di giustizia, sicurezza e diritti fondamentali. Il programma di Stoccolma non fa difetto, anzi inserisce alcune novità importanti.

In questa area la competenza rimane soprattutto nazionale per questo lo sforzo principale viene individuato nel incentivare i metodi di collaborazione e di reciproco riconoscimento, con FRONTEX che rafforzata sempre più nell’ottica di rivestire un ruolo sempre più centrale. A tal fine si prevede: la preparazione di chiare procedure operative comuni contenenti chiare regole di ingaggio per operazioni congiunte in mare; una maggiore cooperazione operativa tra Frontex e i paesi di origine e di transito; la creazione di un meccanismo di segnalazione e registrazione degli incidenti che possono essere seguiti in modo soddisfacente dalle autorità competenti; di istituire uffici regionali FRONTEX specializzati, in particolare per la frontiera terrestre orientale e quella marina del Sud.

Per raggiungere tali obiettivi molte aspettative vengono riposte in Eurosur, il sistema europeo di sorveglianza delle frontiere, al fine di mettere in atto un sistema che, utilizzando le moderne tecnologie e col sostegno degli Stati membri, promuova un modello di sorveglianza delle frontiere uniforme.

Ovviamente non manca anche un riferimento all’importanza che la tecnologia puó rivestire in quest’area. Il Consiglio, infatti, invita la Commissione a studiare sistemi fast track che sostituisca quelli attuali, ancora troppo legati a timbri e documenti cartacei. Al tempo stesso l’invito é rivolto ad accelarare sull’ entrata in funzione del SIS II (Schengen Information system) e il roll-out del sistema VIS (Visa Information System).

Proprio attraverso questi due sistemi il Consiglio prevede una delle novità più importanti: la possibilità di una riforma della politica comune dei visti mirata a istituire un meccanismo per il rilascio dei visti a breve termine che vada di pari passo con il proseguio della strategia di concludere accordi di facilitazione del rilascio dei visti con i paesi terzi.

Lo sviluppo di una politica di una sempre più omogenea politica in materia di gestione dell’immigrazione e delle politiche di asilo.

Il Consiglio europeo invita allo sviluppo di una migrazione globale e sostenibile nel contesto europeo e una politica d’asilo, che in uno spirito di solidarietà, possa adeguatamente gestire in le fluttuazioni nei flussi migratori. Perció, oltre a richiamare le conclusioni dei summit di giugno e eottobre 2009, viene ribadita la centralità e l’importanza dei principi enunciati nel Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo:

  • Organizzare l’immigrazione legale tenendo conto delle priorità, delle esigenze e delle capacità d’accoglienza stabilite da ciascuno Stato membro, e favorire l’integrazione;
  • Controllare l’immigrazione clandestina, garantendo che gli immigrati clandestini ritorno nel loro paese di origine o in un paese di transito;
  • Rendere più efficaci i controlli alle frontiere;
  • Costruire un’Europa dell’asilo, nello specifico l’instaurazione di un regime europeo comune in materia di asilo (CEAS) entro il 2012 rimane un obiettivo politico fondamentale per l’UE;
  • Creare un partenariato globale con i paesi di origine e di transito, al fine di favorire la sinergia tra migrazione e sviluppo.

In materia di politica migratoria si riconosce che l’ Approccio globale UE in materia di migrazione, basato sui principi della solidarietà, dell’equilibrio e della partnership con i paesi di origine e di transito al di fuori dell’Unione, ha dimostrato la sua validità. Per questo l’ approccio globale deve essere accelerato con l’uso strategico di tutti gli strumenti esistenti e migliorato da un maggior coordinamento. Particolare attenzione per la necessità di trovare un equilibrio tra promozione della mobilità e la migrazione legale, ottimizzazione del rapporto tra migrazione e sviluppo, ed infine la prevenzione e la lotta contro l’immigrazione clandestina. Deve quindi essere incentivata o sviluppata, a seconda dei casi, la cooperazione con i paesi extra UE più rilevanti sulla base della identificazione degli interessi e le sfide comuni.

In materia di asilo l’obiettivo di definire uno spazio comune di tutela e di solidarietà sulla base di una procedura comune in materia di asilo e uno status uniforme per coloro che beneficiano di protezione internazionale, basato su una piena e completa applicazione della Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati e degli altri trattati internazionali.

Viene prevista l’istituzione di un regime europeo comune in materia di asilo (CEAS) e la creazione di un Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO). Quest’ultimo, in collaborazione con i governi nazionali, dovrebbe ulteriormente sviluppare una piattaforma comune di formazione per i funzionari nazionali, sulla base di ció che é previsto dal European Asylum Curriculum (EAC). Pietra angolare, invece del CEAS é il Regolamento Dublino II, in quanto attribuisce chiaramente la responsabilità per l’esame della domanda d’asilo.

Promuovere la solidarietà all’interno dell’Unione europea è fondamentale ma non sufficiente per realizzare una politica credibile e sostenibile in materia di asilo comune. É quindi importante sviluppare ulteriormente gli strumenti per esprimere la solidarietà con i paesi terzi al fine di promuovere e contribuire allo sviluppo di capacità di gestire i flussi migratori e dei profughi in questi paesi. L’UE deve agire in partenariato e cooperazione con i paesi terzi, sempre in stretta collaborazione con l’UNHCR e, se del caso, con altri soggetti interessati.

Il rafforzamento della dimensione esterna dell’Unione Europea in materia di libertà, sicurezza e giustizia.

La sicurezza interna ed esterna sono inseparabili, perció il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a garantire che la coerenza e la complementarità siano garantiti tra la politica e il livello operativo delle attività di Giustizia, Libertà e Sicurezza. Priorità nelle relazioni esterne é informare e guidare il lavoro di organismi pertinenti dell’Unione europea come: Europol, Eurojust, Frontex, Osservatorio di Lisbona in materia di droga e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo.

L’adozione del trattato di Lisbona offre nuove possibilità per l’Unione Europea di agire in modo più efficiente nelle relazioni esterne. Il nuovo stauts che Lisbona conferisce all’Unione permette la conclusione di accordi internazionali, finoltre da sempre missioni PESD hanno contribuito alla sicurezza interna dell’UE, perché rivolte a sostenere la lotta contro le forme di criminalità transnazionale nei loro paesi di accoglienza e di costruire il rispetto dello Stato di diritto. A tal fine il Consiglio incoraggia una maggiore cooperazione con la PESD.

FINE.

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