Programma di Stoccolma prima parte

Il Consiglio europeo del 10-11 dicembre scorso ha approvato l’adozione del programma di Stoccolma che avrà il compito di sviluppare l’azione dell’Unione Europea nell’area della libertà, sicurezza e giustizia. Il programma, di durata quinquennale, rappresenta uno dei fiori all’occhiello della presidenza svedese e sostituirà l’attuale strategia, nota come programma dell’Aja, entrando in vigore a partire dalla fine di giugno 2010. Tale strategia sarà la prima a svilupparsi in un settore che ha subito importanti modifiche con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Fino ad ora, infatti, la mancanza di coordinamento ha limitato l’azione comunitaria, ma col nuovo assetto notevoli sono i cambiamenti apportati. Come:

  • il voto a maggioranza qualificata e il maggiore ruolo del Parlamento a cui é attribuito il potere di codecisione;
  • l’istituzione di un “sistema di gestione integrato per le frontiere esterne”;
  • il rafforzamento dei poteri di Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne;
  • una politica comune in materia di immigrazione;
  • l’attribuzione al Consiglio e al Parlamento del compito di definire, a maggioranza qualificata, un comune livello di reati in materia di reati transfrontalieri particolarmenti come terrorismo e traffico d’uomini;
  • una maggiore cooperazione giudiziaria sia civile e penale, attraverso il principio del “mutuo riconoscimento” del sistema;
     

Il Consiglio, accettando il programma di Stoccolma, ha evidenziato 6 sfide principali da affrontare:

  1. promuovere la cittadinanza e i diritti fondamentali;
  2. sostenere il rafforzamento di un’area europea come in materia di giustizia e libertà;
  3. sviluppare una politica di strategia interna volta a rafforzare la sicurezza dei cittadini europei;
  4. rendere più efficace ed efficente l’ingresso nell’Unione Europea dei cittadini extra UE;
  5. lo sviluppo di una politica di una sempre più omogenea politica in materia di gestione dell’immigrazione e delle politiche di asilo;
  6. il rafforzamento della dimensione esterna dell’Unione Europea in materia di libertà, sicurezza e giustizia.

Promuovere la cittadinanza e i diritti fondamentali.

La cittadinanza europea deve essere sempre più tangibile per i cittadini europei. A tal fine il Consiglio, pur apprezzando il lavoro fin qui svolto, ha esortato la Commissione a dare un maggiore impulso allo sviluppo, e all’allargamento, dell’area di Schengen. Al tempo stesso, il medesimo invito viene rivolto per quanto riguarda l’attività della Agenzia europea per i diritti fondamentali, al fine di rendere sempre più omogeneo il rispetto di tali diritti dai parte degli Stati Membri.

Il programma di Stoccolma poi prosegue l’impegno dell’Unione nella lotta al razzismo e alla xenofobia, sulla base di quanto previsto dalla decisione quadro relativa alla lotta contro il razzismo e la xenofobia del 2008 e disponendo eventuali sue modifiche entro il novembre 2013. Inoltre si ribadisce l’impegno alla lotta contro le discrimanazioni che colpiscono le minoranze più indifese, con specifico riferimento alla situazione dei rom e si invita gli Stati Membri ad firmare la Convenzione dell’Aja sulla protezione internazionale degli adulti del 2000.

In materia di diritti dei minori invece viene riconfermata la specifica azione che la Commissione ha intrapreso già a partire dal 2006, soprattutto per quanto riguarda la lotta agli abusi sessuali e allo sfruttamento del lavoro minorile. Tuttavia i problemi di definizione delle offese, e le questioni del sistema delle sanzioni e delle competenze restano sospese. L’obiettivo è quello di raggiungere un elevato grado di armonizzazione delle legislazioni nazionali e di migliorare l’applicazione della legge attraverso la cooperazione giudiziaria.

Infine, sotto quest’area, il testo anticipa due importanti novità che analizzeramo meglio in seguito: una nuova politica in materia di asilo  e di diritti delle vittime del terrorismo; e la difesa dei cittadini contro lo sfruttamento non autorizzato dei loro dati personali.

Sostenere il rafforzamento di un’area europea come in materia di giustizia e libertà.

La difesa dei propri diritti fondamentali passa per forza peró attraverso un meccanismo giuridico che sia di facile ed immediata accessione da parte dei cittadini europei. Perció tra gli obiettivi preposti dal nuovo programma si é prevista anche una forte accelerata alla omogeneizzazione dei sistemi giuridici per quanto sia possibile (in Europa non va dimenticato convivono allo stesso tempo sistemi giuridici di civil law e di common law). Inoltre per favorire l’acceso del cittadino al sistema giuridico, l’Unione Europea ha intenzione, per il prossimo quinquennio, di valorizzare tutti quei strumenti giuridici che in gergo vengono definiti di e-justice. In particolare un grosso ruolo in questo settore dovrebbe essere ricoperto dal European E-Justice Portal, del cui avvio, previsto per la fine del 2009, al momento non vi é traccia.

In materia di lotta alla criminalità, sulla base dell’articolo 83 TFUE, il Consiglio si pone come obiettivo quello di definire un minimo comune livello europeo di massime sanzioni per crimini particolarmente gravi quali: terrorismo, traffico di essere umani, traffico di sostanze stupefacenti, sfruttamento sessuale di donne e bambini, pedopornografia e crimini informatici. Parallelamente anche di uniformare e rendere più cooperativi i sistemi giuridici europei in materia sia di estradizioni sia di relazioni con i sistemi giuridici extraeuropei e gli organismi internazionali.

Continua

One response to “Programma di Stoccolma prima parte

  1. excellent writing .

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