Due novità dall’ultimo Consiglio Europeo

L’ultimo Consiglio Europeo ci ha lasciato due grosse novità, su temi che abbiamo trattato proprio alla vigilia dell’ultimo summit. Si tratta della questione del numero degli europarlamentari e  del nuovo Segretario Generale del Consiglio.

Il numero degli europarlamentari. Come anticipato venerdí scorso, l’ultimo Consiglio Europeo ha deciso di lanciare una nuova Conferenza intergovernamentale dove verrà esaminata la questione partendo dalla proposta spagnola. Successivamente verrà convocata una semplice conferenza dei rappresentanti degli Stati Membri (che potrà tranquillamente essere un semplice COREPER) a cui sarà affidato il compito della revisione. Dopo di che mancherà solo di espletare alcuni passaggi che, già da ora, appaiono come una semplice formalità: la notifica del cambiamento al Parlmento Europeo; sentire il parere della Commissione ed infine l’accettazione, sempre da parte del Parlamento Europeo, della modifica.

Resta sempre sul tappeto la questione di come selezioanre i nuovi parlamentari, per quei paesi che ancora non l’hanno fatto. La Francia continua sempre a premere perchè si accetti anche la possibilità che sia il governo nazionale a nominarli senza passare per elezioni, nonostante questo sia una chiara violazione della Carta dei diritti fondamentali. Come ben spiegato da Nicolas Gros-Verheyde su Europe sociale au jour le jour.

Segretario Generale del Consiglio. Al termine del Consiglio é stato annunciato anche il nome di colui che rimpiazzerà Pierre de Boissieu alla scadenza del suo mandato nel luglio 2011. Il prescelto sarà Uwe Corsepius attuale consigliere per gli affari europei di Angela Merkel. La staffetta franco-tedesca era già ampaimenta prevista e serve a ricordare, ancora una volta, che il controllo dell’Unione Europea é saldamente nelle mani dell’asse Parigi-Berlino, come é confermato chiaramente anche dalla composizione della prossima Commissione

Corsepius, 49 anni, si é lungo occupato nella sua carriera di cose europee. Si é occupato in prima persona dei lavori diplomatici che portarono alla Dichiarazione di Berlino nel 2007, ed ha guida la delegazione tedesca durante le trattative che poi hanno portato al Trattato di Lisbona. Non c’é quindi dubbio, e Julien Frisch lo ha prontamente fatto notare, che egli sia un ottimo rappresentante degli interessi nazionali tedeschi e che saprà svolgere alla perfezione il ruolo di controllore dell’operato del Presidente del Consiglio Europeo.

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