Aggiornamento sull’ingresso dell’Islanda nell’Unione Europea

Cominciano ad emergere le prime difficoltà sulla strada che dovrebbe portare l’Islanda a far parte dell’Unione Europea.

Il ministro dell’Agricoltura e della pesca islandese, Jón Bjarnason, ha espressamente dichiarato il suo NO all’ingresso nella UE. Posizione che, di per se, non rappresenterebbe una novità dato che già durante il dibattito parlamentare votò contro la candidatura. Inoltre come ministro della pesca egli rappresenta gli interessi di quella parte dell’economia nazionale che soffrirà maggiormente dei cambi che l’ingresso nell’Unione comporterà.

Le sue parole peró acquisiscono un ulteriore importanza se vengono incardinate insieme a tutta una serie di fattori volti a rappresentare un segnale di un crescente malumore all’idea dell’ingresso islandese. Malumori che sembrano possano minare la stabilità della stessa maggioranza di governo.

Secondo un sondaggio condotto nei primi giorni di novembre la percentuale dei NO all’ingresso islandese sarebbe salita al 54% contro il 29% di SÍ e un 17% di indecisi. Si tratta del terzo sondaggio consecutivo, da agosto ad oggi, che vede non solo il NO prevalere ma crescere con un media del 3%, a fronte di una percentuale di indecisi che rimane stabile.

Per il primo ministro islandese Jóhanna Sigurdardóttir, i problemi però sembrano venire soprattuto dal partito alleato di governo, il Left-Green Party. Partito che da sempre si é mostrato dubbioso circa la questione europea, preferendo sostenere la tesi di rimandare la decisione ad un referendum popolare e che quest’estate votò a fatica, e con grosse spaccature capeggiate proprio da Bjarnason, la proposta del governo.

In realtà é la stessa leadership del partito che oramai ammette apertamente, per bocca del leader del partito nonché attuale Ministro delle Fianaze Steingrímur J. Sigfússon, che se si fosse trovato all’opposizione non avrebbe esitato un secondo a votare contro la membership. Negli stessi giorni in cui, il Movimento contro l’ingresso nell’Unione eleggeva come suo nuovo leader Ásmundur Einar Daðason, parlamentare proprio del Left-Green.

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