Perché non vorrei D’Alema come prossimo Alto Rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea.

Veloce spiegazione del perché dicono a Massimo d’Alema come futuro Alto rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione Europea. Premessa da queste parti si tifa Miliband, ma ovvio ci sarebbe tutto l’orgoglio possibile nel vedere un italiano ricoprire quel ruolo.

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (succederà cit. Bandabardò) la più grossa novità sarà rappresentata dalla figura dell’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri. In particolar modo, dato che nel Trattato molti sono gli aspetti e gli scenari privi di regolamentazione, molto importante sarà l’impronta che il primo, che ricoprirà tale carica, darà al suo mandato. Lo sarà perché segnerà in qualche modo il solco entro il quale tutti i suoi successori saranno costretti a muoversi.

Al tempo stesso il fortunato racooglierà un’eredità pesante, quella di Javier Solana, che durante il suo mandato ha profondamente dato (per quel poco che ha potuto) un carattere personale alla carica. E’ quindi auspicabile se non addirittura obbligatorio che il mandato temporale sia rispettato in toto, che chi ricopra quel ruolo abbia un piano d’azione a lungo, se non lunghissimo, termine. Per essere chiari e calciofili che abbia un progetto che lo porti a vincere lo Scudetto in 5 anni e non in 2 giorni.

Ora 5 anni anni sono tanti e specialmente in materia di politica estera europea possono essere avare di soddisfazioni politiche. Il fortunato dovrà quindi essere forte alla voglia di mollare tutto e di tornare nella sua nazione d’origine per ributtarsi nella molto più remunerativa lotta politica nazionale. Ovvero dovrà saper resistere al “richiamo della foresta”.

Ecco Massimo D’Alema saprebbe resistere a quel richiamo? Saprebbe essere più forte delle sirene tentatrici che potrebbero risuonare alle sue orecchie? Saprebbe finamente dire addio alle lotte di potere all’interno della politica italiana, per occuparsi che ne so del Gabon?

Personalmente penso di no, anzi sono pronto a scommettere che abbandonerebbe la carica europea dopo 1 o 2 anni al primo “mezzo starnuto di Berlusconi”, lasciando così il ruolo scoperto e dando, non per colpa sua, l’ennesima dimostrazione dello scarso interesse che i politici italiani hanno della cosa europea.

Se poi volete un’ottima analisi del perché é meglio Miliband che Massimino, Moris Gasparri su Lo Spazio della Politica lo spiega perfettamente.

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s