Primo stop alla rielezione di Barroso come Presidente della Commissione Europea.

L’alleanza anti-Barroso tra Liberali, Verdi e Socialisti ha finalmente dato il primo segno di vita, chiedendo che il voto sulla nomina del prossimo presidente della Commissione, prevista per luglio, sia posticipata almeno fino a settembre, se non oltre.

L’obbiettivo è abbastanza chiaro: cercare di bloccare la nomina di Manuel fino al nuovo referendum irlandese sul Trattato di Lisbona (settembre-ottobre 2009). A quel punto sia la vittoria dei SI’ (il Trattato entrerebbe finalmente in vigore e si aprirebbe una bagarre per accaparrarsi i nuovi ruoli previsti), sia una vittoria del NO (sarebbe la seconda bocciatura in poco più di un anno, e il quarto fallimento sotto la presidenza dell’ex premier portoghese) ridurrebbero a zero le possibilità del Presidente uscente di essere rieletto. Inoltre tutto ciò permetterebbe di verificare l’esistenza di nuove alleanze in Parlamento che escludano, o per lo meno riducano, il ruolo del Partito Popolare.

Centrale in questo scenario sarà il ruolo che giocheranno i Liberali, i quali si trovano ad essere possibile ago della bilancia tra una coalizione di liberal-socialist and greens ed una coalizione di centrodestra con popolari e il neonato gruppo dei “Conservatori e Riformisti per l’Europa”, capeggiato dai conservatori inglesi, favorevoli al Barroso-bis ma che con i 320 seggi di cui dispongono sfiorano ma non raggiungono la maggioranza dei voti necessaria alla rielezione (368).

Il nuovo leader liberale, l’ex primo ministro belga Guy Verhofstadt, ha dato, per il momento, una sostanziale sterzata alla linea politica dell’ALDE rispetto a quella del suo predecessore Graham Watson, sostenitore di una “coalizione ideologica” tra ALDE e Popolari, con esclusione dei Conservatori-Riformisti. Coalizione ideologica che vorrebbe dire Barroso (Popolare) alla Presidenza della Commissione e lo stesso Watson, candidato ufficiale ALDE, alla Presidenza del Parlamento.

Come andrà a finire per il momento è difficile da ipotizzare. E’ certamente chiaro che la strategia di logoramento di Barroso richiederà pazienza e forte coesione tra i tre partiti che a lui si oppongono. Doti queste tutte de vedere già alla prima occasione, ovvero quando sarà in ballo la poltrona che è stata di Pottering.

Nel frattempo però già si sono sparse per Bruxelles, ora più che mai Gossip City, le prime voci che indicherebbero nel primo ministro olandese Balkenende, nell’attuale primo ministro lussembughese Juncher (un grande classico) e nell’ex premier austriaco Schussel (quello con il papillon ai tempi di Haider) una prima rosa di papabili per Berlaymont.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s